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L’organizzazione della stesura della tesi: la scomposizione dell’elaborato

           Uno dei “segreti” per evitare blocchi o paure immotivate nella stesura della tesi di laurea, come peraltro di qualunque elaborato scritto,  è quello di “procedere per passi”. E’ utile, cioè, focalizzarsi su un singolo problema, senza pensare al lavoro nel suo complesso, ma avendo la certezza che, passo dopo passo, la tesi prenderà forma e contenuto.

Il metodo migliore, secondo la mia esperienza, è quella di scomporre il “problema tesi” in una serie di sotto-problemi o di passi successivi, da affrontare in tempi diversi e dimenticando il prodotto finito.

Scomporre il problema in sotto-problemi

           Se il “problema tesi”, nella sua globalità, può risultare paralizzante, i singoli sotto-problemi sono molto meno preoccupanti, in quanto riguardano passi concreti del lavoro di redazione.

Ogni sotto-problema, ad esempio l’individuazione del titolo e la raccolta del materiale bibliografico, va affrontato autonomamente in quanto, anche se presenta sempre un collegamento con il lavoro nel suo complesso, permette di focalizzarsi su un compito specifico e chiaro.

La figura seguente illustra questa logica di scomposizione:

Come scomporre  l elaborazione  della tesi di laurea 2

            Un primo suggerimento è quello, come illustra la figura, di separare (a livello psicologico e operativo) l’impostazione del lavoro dalla sua successiva stesura. Quest’ultima deve essere, per il momento, completamente accantonata.

Bisogna invece concentrarsi sulle prime tre fasi dell’impostazione, consistenti nell’individuazione del titolo, nella raccolta del materiale bibliografico e nella realizzazione dell’indice.

Un consiglio: anche prendendo in considerazione l’impostazione del lavoro è meglio risolvere un problema alla volta. E’ preferibile evitare, cioè,

                    - di pensare all’indice quando ancora non si ha il titolo della tesi, oppure

                    - di preoccuparsi dell’indice quando non ci si è ancora attivati nella raccolta del materiale.

Anche nell’impostazione risolvere un problema alla volta.

            Come avrò modo di spiegare nei successivi post, i singoli sotto-problemi richiedono strumenti diversi.

Per l’individuazione del titolo ci si deve affidare alle proprie preferenze, ai temi di attualità, agli ambiti di interesse del docente, ecc.

In questa fase è opportuno raccogliere informazioni da altri tesisti, ad esempio contattandosi fuori dall’ufficio del docente nei suoi orari di ricevimento. Questi colloqui permettono di raccogliere alcune informazioni importanti: gli argomenti preferiti dal professore che potrebbe diventare il futuro relatore, le sue indicazioni per la stesura, i tempi richiesti per portare a termine il lavoro.

Il confronto con altri tesisti è importante per evitare due tipi di sorprese: quella di non essere seguiti dal docente (dovendo muoversi quindi “alla cieca” nella realizzazione della tesi) e quella, opposta, di trovarsi alle prese con richieste troppe onerose (in termini di tempi e di difficoltà del lavoro).

Se poi si vuole avere un’idea molto chiara di ciò che il docente prescelto si aspetta dai suoi tesisti, si possono consultare le tesi già discusse. Le Università permettono di accedere ad esse in modo molto semplice, ma assai efficace, come avviene per qualsiasi altro testo conservato in biblioteca. Occorre semplicemente digitare il nome del docente nel catalogo della propria biblioteca universitaria e selezionare uno dei lavori più recenti seguiti dal docente che si intende contattare. Questo tipo di materiale viene conservato di solito in formato cartaceo e in microfiches (attraverso lettori presenti in biblioteca). La consultazione è pertanto rapida ed è in grado di fornire ogni indicazione sul livello di complessità e sulle caratteristiche formali del lavoro richiesto.

 

Ritaglio catalogo biblioteca universitaria

 

L’impostazione della tesi, quindi, è una fase che richiede un po’ di accortezza (per individuare un argomento piacevole per sé e in linea con gli interessi del docente) e un po’ di buon senso (per impegnarsi in un lavoro che sia alla propria portata).

Nei prossimi post prenderò in esame gli strumenti e i passi da compiere per individuare un titolo e dare avvio al lavoro.

 

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