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Il titolo della tesi: a chi ci si deve rivolgere

      Il primo passo nella realizzazione della propria tesi di laurea consiste nell’impostazione del lavoro. A monte, però, è necessario  individuare l’argomento dell’elaborato, sintetizzato nel suo titolo.

     La scelta del titolo della tesi è un passo importante, che deve precedere qualsiasi altra attività relativa al lavoro da intraprendere. Il titolo riassume o orienta tutto il lavoro di stesura e deve suscitare: 

interesse nello studente

interesse nel relatore

una sufficiente semplicità di approccio

un giusto equilibrio tra genericità e specificità.

       Per ottenere il titolo della tesi lo studente deve circoscrivere, innanzitutto, la materia o le materie che più gli interessano. Le materie corrispondono a quelle che compongono il corso e che fanno parte del piano di studio. Ad esempio, nell’ambito del diritto è possibile individuare l’area tematica del diritto amministrativo, del diritto processuale civile o del diritto internazionale. Allo stesso modo in una laurea in economia si può optare per la finanza d’impresa, il controllo di gestione, il marketing ecc. In una laurea in psicologia si può prendere in considerazione il coping, la resilienza, il rapporto tra pari ecc.

       E’ buona regola, una volta individuate le due o tre materie preferite, prendere informazioni attendibili e precise sulle abitudini e sulle esigenze dei docenti che fanno riferimento a queste materia. Vi sono professori che esigono tempi di elaborazione molto lunghi (uno o due anni) e altri che intrattengono rapporti poco cordiali con i tesisti.L’ideale è individuare un professore che, anche se esigente, sia comunque disposto a fornire informazioni e suggerimenti, dando sostegno e dimostrando un atteggiamento positivo.

Individuare una materia interessante e un professore collaborativo

     E’ meglio entrare in contatto con un docente che richiede un tempo ragionevole di stesura: dai quattro ai sei mesi (fino a un massimo di otto mesi). Impegnarsi in un lavoro di elaborazione più lungo comporta la predisposizione di un elaborato molto ampio e complesso, con esiti spesso deludenti rispetto all’impegno profuso.

Prevedere tempi ragionevoli di realizzazione della tesi

      Una volta individuate le materie e i professori, è utile crearsi una scaletta delle preferenze, collocando in testa l’argomento più interessante e disponendo le altre opzioni in ordine decrescente. A questo punto è necessario bussare alle porte dei potenziali relatori.

  

SegrGiurUniversitàdiFoggia

 Come e a chi chiedere il titolo della tesi

         Anche se le relazioni tra lo studente e il docente non rientrano tra gli argomenti di un manuale di stesura della tesi, è opportuno fare qualche precisazione al riguardo.

       Lo studente che bussa alla porta di un potenziale relatore ha alcuni diritti (stabiliti dalla legge e dalla prassi universitaria) e alcuni doveri (suggeriti dal galateo).

      In primo luogo l’assegnazione di un titolo è un diritto riconosciuto ad ogni studente implicitamente dall’art. 34 della Costituzione (che afferma il diritto allo studio) ed esplicitamente dai regolamenti universitari. Una volta concluso il corso di studi ed aver sostenuto tutti gli (o la maggior parte degli) esami, lo studente ha diritto a vedersi riconosciuto l’accesso all’elaborazione della tesi e alla sua discussione. L’Università ha l’obbligo, quindi, di permettere l’esercizio di questa prerogativa.

       E’ anche vero, però, che il corpo insegnante si ripartisce un numero rilevante di laureanti, accettando nuovi tesisti in sostituzione di quelli arrivati alla discussione della tesi. E’ possibile, quindi, che lo studente riceva alcuni dinieghi, motivati dall’impossibilità di seguire un numero troppo elevato di tesisti.     

        Poter disporre di una lista di materie e i professori, ordinati secondo una gerarchia di preferenza, permettere di bussare a più porte. 

Non abbattersi al primo rifiuto (o ai primi rifiuti)

ma seguire una strategia “per esclusione”

       Quando si ci trova a colloquio con il potenziale relatore, è utile ricordare alcune regole di buona educazione e di opportunità.

     In primo luogo, lo studente si trova nella posizione di un “questuante” e deve quindi usare la necessaria gentilezza e le opportune strategie per ottenere una risposta positiva. In particolare è bene:

             · sottolineare con discrezione la propria posizione di “tesista senza un titolo”;

            · dimostrare interesse per l’argomento proposto o offerto;

            · evitare di porre condizioni (almeno nel primo colloquio) circa i tempi e i modi della stesura;

             · dimostrarsi collaborativi e propositivi.

 

 ProfessorGodoy

 

     Se l’interlocutore dimostra una certa perplessità sui titoli proposti, è bene dimostrarsi intenzionati ad impegnarsi su un argomento suggerito dal docente, oppure stabilire un secondo appuntamento per la presentazione di nuovi titoli. In ogni caso, una volta individuata una certa disponibilità da parte del docente, è necessario attivarsi per qualunque correzione, precisazione, approfondimento dell’argomento del lavoro.

       Nei prossimi post esaminerò più approfonditamente le modalità e le astuzie che permettono di individuare un titolo mirato.

 

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