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La natura della tesi della tesi di laurea: la tesi compilativa

   Finora ho trattato della tesi di laurea occupandomi solo del suo aspetto primo, cioè dell’oggetto della ricerca che ogni tesi deve rappresentare: come trovarlo, come concretizzarlo in un titolo, come approcciare la materia per poter sviluppare una propria elaborazione. Gli articoli a cui faccio riferimento sono disponibili qui

   Prima di addentrarmi nei suggerimenti che posso darvi sui passi successivi e più concreti da svolgere, cioè raccogliere una bibliografia e abbozzare un primo indice, è opportuno che faccia alcune precisazioni, tecniche e metodologiche al tempo stesso, sulla natura della tesi di laurea.

  Innanzitutto va precisato che l’ordinamento attuale dell’Università italiana,  con la bipartizione del corso di studi in un percorso di laurea triennale e uno biennale di specializzazione, ha raddoppiato l’impegno della stesura di un elaborato finale.

 

  La tesi che conclude la laurea triennale ha, ovviamente, un taglio più generico e una consistenza quantitativa che varia dalle 20-30 alle 100 pagine.

  La tesi di specializzazione è, invece, più corposa  (da 100 a 300 pagine) ed  è più centrata su di un argomento circoscritto e, appunto, specialistico.

 

  Ma la distinzione più importante ai fini del proprio impegno e del metodo da seguire nella redazione dell’elaborato è tra tesi compilativa e tesi sperimentale. Si tratta di una distinzione non sempre netta e precisa, ma dal momento che sono due modalità di ricerca differenti, è necessario avere le idee chiare sul lavoro da svolgere e, una volta operata la scelta, mantenere sempre coerente la metodologia di ricerca.

  La natura della tesi, compilativa o sperimentale,  può essere indicata:

 

     • dal professore al momento dell’assegnazione del titolo;

     • dallo studente al momento della proposta del titolo.

 

  In ogni caso, per evitare fraintendimenti, è necessario che le caratteristiche del lavoro vengano concordate con precisione.

 

 Un secondo punto da chiarire è che non tutte le materie  si prestano a svolgere un tipo di tesi o un altro, sia che si tratti di un elaborato per la laurea triennale che per la specialistica. Alcuni corsi di studi approdano a lavori pressoché esclusivamente di tipo compilativo (come le materie umanistiche), altri solo di tipo sperimentale (come informatica) e altri ancora permettono la scelta tra le due modalità di ricerca, o, addirittura, la consapevole commistione delle due.

Tabella tesi di laurea compilativa

   In questo post esaminerò le caratteristiche della tesi compilativa, nel prossimo della sperimentale.

 

   La tesi compilativa è un elaborato che consiste nella disamina degli studi condotti  fino a quel momento su di un certo argomento e si fonda, conseguentemente, su un lavoro di raccolta di numerose fonti, in volume e in rivista, ed ora anche attraverso risorse web, purché qualificate, come ad esempio riviste di settore on line. Tutti questi contributi devono essere poi: 

 

 riassunti e rielaborati;

• presentati in modo organico;

• confrontati e commentati

 

   L’obiettivo di una tesi compilativa è di raccogliere tutte le posizioni formulate dalla letteratura, metterle a confronto e, possibilmente, esprimere un giudizio personale sull’argomento. Questo tipo di lavoro prevede, quindi, la lettura e lo studio di una serie di testi, utilizzandoli per una nuova presentazione dell'argomento.

Gli elementi qualificanti di questo tipo di lavoro sono:

 

• la completezza delle fonti raccolte

• la chiarezza nella loro presentazione

• la formulazione di un giudizio personale,

 

a conclusione del confronto.

 Il pregio maggiore di una tesi compilativa è, però

 

la linearità e organicità dell’esposizione.

 

 Più un lavoro è semplice e rigoroso nella presentazione delle diverse tesi, maggiore è il suo valore “compilativo”. Bisogna quindi evitare un’esposizione confusa e poco consequenziale, consistente in un semplice elenco di teorie o di opinioni.

 Sulla base della mia esperienza, posso suggerire due criteri che sono in grado di dare sistematicità al lavoro:

 

   • il criterio cronologico,vale a dire l’esposizione dei contributi secondo la loro successione temporale;

   • il criterio dell’affinità, ossia accorpando gli autori che sostengono la stessa tesi.

  

Chi legge deve essere in grado di comprendere i differenti punti di vista, le diverse posizioni, i “termini del dibattito”, potendo formulare un proprio giudizio sulla questione presa in esame.

  Qui di seguito viene riportato come esempio l’indice di una tesi compilativa in giurisprudenza. 

 Indice di tesi compilativa

  Come è possibile rilevare, questo tipo di lavoro richiede che vengano messe a confronto le diverse posizioni della giurisprudenza e della dottrina. Nel primo capitolo è stato utilizzato il criterio cronologico, analizzando le sentenze nella loro successione temporale. Nel secondo capitolo si è fatto ricorso al criterio dell’affinità, distinguendo tra la tesi maggioritaria e quella minoritaria.

 

  Possiamo fare anche un esempio di tesi di carattere compilativo in infermieristica. In questo caso, il primo passo del lavoro è di censire la letteratura medica e infermieristica relativa all’argomento, utilizzando le più diffuse banche dati generali: PubMed, Medline, Cinahl, Cochrane, JBI e Google scholars. Questa analisi preliminare permette di individuare gli articoli dedicati all’argomento, la cui analisi costituisce il “cuore” dell’elaborato.

 

  Non si deve pensare né che la tesi compilativa sia più semplice di quella sperimentale, né che sia solo un'interpretazione di opinioni di altri. La redazione di un lavoro di questo genere richiede, infatti, un lavoro preparatorio di ricerca delle fonti e un certo impegno per riassumerle e organizzarle.

  In linea di massima, però, la tesi compilativa è ritenuta meno impegnativa di una tesi sperimentale, e, per lo più, la durata di redazione è inferiore. Probabilmente appare agli occhi degli studenti come meno spaventosa perché si “appoggia” sulle solide basi del già esistente, piuttosto che del “nuovo” il cui esito è incerto, ma questa è più che altro una percezione emotiva. Va detto però che di solito, comunque, le stesi compilative.

 

permettono di conseguire meno punti rispetto a quelle sperimentali.

 

  Anche questo può essere un criterio di scelta dello studente al momento di decidere quanto e quale impegno dedicare al proprio elaborato conclusivo del ciclo di studi.

 

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